Crescita economica, inflazione, mercato del lavoro, finanze pubbliche e settore estero di un gruppo di sei grandi economie emergenti selezionato da GLORIARMS – non una classificazione ufficiale o universalmente definita – Cina, India, Brasile, Indonesia, Messico e Turchia. I valori dal 2026 in poi sono proiezioni FMI (linea tratteggiata); per crescita del PIL e inflazione i marcatori punteggiati mostrano inoltre previsioni esterne selezionate.
Dati aggiornati al: 13 settembre 2026 · ultima verifica: 4 ottobre 2026
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Quadro attuale (2025)
Crescita del PIL: FMI World Economic Outlook Update, luglio 2026. Gli altri indicatori (inflazione, tasso di disoccupazione, debito, saldo di bilancio): invariati rispetto al World Economic Outlook FMI, aprile 2026 (vintage misto, cfr. fonti dei dati). I valori 2025 sono stime FMI o dati preliminari. Cliccare sull’intestazione di colonna per ordinare. I colori offrono un orientamento indicativo basato su soglie semplificate calibrate sui mercati emergenti (es. crescita verde da 4%, inflazione verde fino a 4%), non una valutazione complessiva. India: tutti i valori FMI sono su base anno fiscale (aprile–marzo).
Crescita economica
Crescita del PIL reale (% annua)
Variazione annua del prodotto interno lordo reale. Cina e India registrano i tassi di crescita più elevati all’interno di questa selezione di sei paesi; il Messico nel 2025 ha quasi ristagnato (0,5%). Ben visibili la crisi finanziaria del 2009 e il crollo da Covid del 2020 – la Cina ha continuato a crescere in entrambi gli anni.
◇ Punteggiato dal 2026: previsioni esterne selezionate (indagini delle banche centrali presso analisti, sondaggi Reuters), aggiornamento aprile–settembre 2026. I valori di queste previsioni esterne sono indicativi: la base di rilevazione non è armonizzata (anno solare, anno fiscale o valori di fine anno) ed è solo parzialmente comparabile con le medie annue FMI. India: valori FMI e RBI su base anno fiscale (aprile–marzo), non anno solare.
PIL reale, indice (2000 = 100)
PIL reale complessivo indicizzato al 2000 (non pro capite – in parte anche crescita demografica). L’ampiezza è enorme: l'indice del PIL reale della Cina in questo dataset è quasi sette volte il livello del 2000 (~687 nel 2025), quello dell'India più che quadruplicato; Messico (~143) e Brasile (~175) sono cresciuti appena più di alcune economie del G7. Proiezione FMI (tratteggiata) dal 2026.
Prezzi e mercato del lavoro
Inflazione (prezzi al consumo, % annua)
Attenzione alla scala: la Turchia domina con la crisi della lira (72% nel 2022, ancora ~35% nel 2025) – per nasconderla deselezionare il chip Turchia in alto. La Cina si colloca all’estremo opposto, vicino allo zero (2025: ~0%), il che indica rischi disinflazionistici persistenti e rischi deflazionistici episodici.
◇ Punteggiato dal 2026: previsioni esterne selezionate (indagini delle banche centrali presso analisti, sondaggi Reuters), aggiornamento aprile–settembre 2026. I valori di queste previsioni esterne sono indicativi: la base di rilevazione non è armonizzata (anno solare, anno fiscale o valori di fine anno) ed è solo parzialmente comparabile con le medie annue FMI. India: valori FMI e RBI su base anno fiscale (aprile–marzo), non anno solare.
Tasso di disoccupazione (%)
Disoccupati in percentuale delle forze di lavoro, secondo l’FMI. Disponibilità dei dati limitata: Cina solo dal 2017 (tasso urbano rilevato), India dal 2018 (PLFS); le definizioni nazionali sono comparabili solo in parte. Strutturalmente più alto in Turchia, più basso in Messico.
Per il tasso di disoccupazione non sono state utilizzate previsioni esterne uniformemente comparabili tra i sei paesi – alcuni paesi pubblicano sì dati d’indagine (es. Banxico per il Messico), ma non sono armonizzati e quindi non vengono mostrati come linee punteggiate; dettagli nel riquadro.
Finanze pubbliche
Debito pubblico lordo (% del PIL)
Debito lordo delle amministrazioni pubbliche. La Cina ha più che quadruplicato il proprio rapporto dal 2000, da ~23% a quasi 100%, superando Brasile e India; la Turchia, nonostante la crisi inflazionistica, ha il rapporto più basso, ~24%. Il basso rapporto debito lordo/PIL riportato dalla Turchia riflette in parte la rapida crescita del PIL nominale in un contesto di alta inflazione. L’effetto sulla sostenibilità del debito dipende da costi di rifinanziamento, scadenze, indicizzazione, composizione per valuta e saldo primario. Si veda “Definizioni del rapporto di indebitamento” più sotto per i limiti di confronto, in particolare per la Cina.
Cina: definizione FMI di amministrazioni pubbliche (general government); stime più ampie che includono i LGFV e le passività contingenti possono differire in misura sostanziale.
Debito pubblico netto (% del PIL)
Debito lordo al netto delle attività finanziarie pubbliche. Nota: l’FMI non pubblica il debito netto per Cina e India – qui compaiono solo Brasile, Indonesia, Messico e Turchia.
Spesa per interessi dello Stato (% del PIL)
Interessi pagati sul debito pubblico. Il Brasile sostiene di gran lunga l’onere più pesante, oltre l’8% del PIL (contesto di tassi elevati), seguito da Messico e India; la Cina paga meno dell’1% nonostante l’elevato rapporto debito/PIL, un dato che riflette tassi di finanziamento relativamente bassi e la struttura e definizione del debito pubblico dichiarato. Dati fino al 2024 (FMI Fiscal Monitor).
Saldo di bilancio (% del PIL)
Disavanzo (−) o avanzo (+) delle amministrazioni pubbliche. Cina, Brasile e India hanno registrato nel 2025 disavanzi del 7–8% del PIL; Indonesia e Turchia sono rimaste sotto il 3%.
Settore estero
Saldo delle partite correnti (% del PIL)
Un avanzo indica che l’economia incassa dall’estero – tra beni, servizi, redditi primari e trasferimenti correnti – più di quanto paghi. La Cina registra avanzi strutturali; gli altri cinque paesi erano nel 2024 in moderato disavanzo, il Brasile il più profondo con −3%.
Fonte: Banca Mondiale, dati fino al 2024.
Settore estero in dettaglio:
Componenti selezionate delle partite correnti: saldi di beni e servizi a confronto con il saldo totale (2000–2024, % del PIL); il divario rispetto al totale riflette redditi primari e secondari. Modelli speculari: India e Turchia compensano i disavanzi di beni con i servizi (export IT e turismo rispettivamente). La Cina poggia fortemente sugli avanzi di beni; anche il Brasile registra un avanzo di beni (+3% nel 2024), però più che compensato dai disavanzi di servizi e redditi (saldo totale −3%). Indipendente dal filtro paesi in alto.
Produttività e investimenti
Produttività: PIL per ora lavorata ($ PPA)
Prodotto per ora lavorata, corretto per il potere d’acquisto (dollari internazionali). L’ampiezza è di un fattore 7: Turchia (~57 $) e Messico (~27 $) in testa, India (~8 $) in coda – la Cina (~18 $) si è circa sestuplicata dal 2000. Per confronto, G7: 49–84 $. Dati fino al 2023.
Tasso di investimento (% del PIL)
Investimenti fissi lordi in % del PIL – macchinari, costruzioni, software ecc. La Cina investe uno straordinario ~40% del PIL (modello trainato dagli investimenti), il Brasile il minimo con ~17% – meno di qualsiasi paese G7 tranne il Regno Unito.
Demografia della popolazione in età lavorativa
Popolazione in età lavorativa (15–64 anni, % del totale)
A differenza del G7, la quota in età lavorativa è aumentata quasi ovunque dal 2000 – più fortemente in India (+8 punti, dividendo demografico). L’eccezione è la Cina: il picco demografico (72,9% nel 2010) è stato superato; da allora la quota è in tendenziale calo (laterale di recente, 2022–2024).
Indice di dipendenza degli anziani (65+ per 100 in età lavorativa)
Quanti anziani gravano teoricamente su 100 persone in età lavorativa? Tutti e sei i paesi restano ben al di sotto dei livelli G7 (10–21 contro 28–51), ma la Cina invecchia di gran lunga più rapidamente – il suo indice è raddoppiato dal 2000.
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Definizione dei rapporti di debito. I rapporti di debito pubblico qui mostrati seguono la definizione FMI di amministrazioni pubbliche (general government). Alcune passività potenziali, quasi-fiscali e di imprese a partecipazione statale (ad es. i local-government financing vehicles in Cina) possono essere escluse o trattate diversamente; la comparabilità tra paesi è quindi limitata.
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Dati economici dei mercati emergenti, prospettive congiunturali e contesto macro per la pianificazione aziendale e la tesoreria
Crescita economica, inflazione e tasso di disoccupazione dei sei mercati emergenti selezionati da GLORIARMS – Cina, India, Brasile, Indonesia, Messico e Turchia – guidano in misura crescente l’economia globale. Questa pagina documenta le previsioni del PIL per il 2026 e il 2027 tratte dal World Economic Outlook dell’FMI insieme a previsioni esterne selezionate tratte da indagini delle banche centrali e sondaggi tra analisti (tra cui BCB Focus, indagine Banxico, RBI Survey of Professional Forecasters, indagine CBRT presso i partecipanti al mercato e sondaggi Reuters), oltre alle serie storiche dal 2000: crescita del PIL reale, dinamica dell’inflazione, dati sul mercato del lavoro e confronto economico tra i mercati emergenti – un punto di partenza per outlook economico, pianificazione di ingresso nei mercati e delle vendite e analisi di scenario.
Per le decisioni di finanziamento e di tesoreria, gli altri indicatori forniscono il contesto macroeconomico: debito pubblico e disavanzi di bilancio, spesa per interessi degli Stati, partite correnti con i saldi di beni e servizi, tasso di investimento, produttività (PIL per ora lavorata) e demografia della popolazione in età lavorativa. Questi driver macro influenzano le aspettative sui tassi di interesse, i rendimenti obbligazionari e la dinamica dei tassi di cambio delle valute emergenti – CNY, INR, BRL, IDR, MXN e TRY – e con essi i costi di copertura e l’esposizione valutaria nella gestione del rischio di cambio (FX risk management). Dati FMI, Banca Mondiale e Our World in Data/Penn World Table estratti il 29 luglio 2026 (FMI World Economic Outlook aprile 2026; crescita del PIL secondo l'Aggiornamento WEO dell'8 luglio 2026); serie di previsioni esterne selezionate aggiornate fino al 28 settembre 2026; revisione redazionale completata il 4 ottobre 2026. Fonti dei dati: FMI, Banca Mondiale, Our World in Data.