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GLORIARMS Research

Monitor Economico G7 · 2000–2027

Crescita economica, inflazione, mercato del lavoro, finanze pubbliche e settore estero delle economie del G7. I valori dal 2026 in poi sono proiezioni FMI (linea tratteggiata); per crescita del PIL, inflazione e disoccupazione i marcatori punteggiati mostrano inoltre le stime di consenso di previsori esterni.

Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026

Quadro attuale (2025)

FMI World Economic Outlook, aprile 2026: i valori 2025 sono stime FMI o dati preliminari. Cliccare sull’intestazione di colonna per ordinare. I colori offrono un orientamento indicativo basato su soglie semplificate, non una valutazione complessiva.

Crescita economica

Crescita del PIL reale (% annua)

Variazione annua del prodotto interno lordo reale. Ben visibili la crisi finanziaria del 2009, il crollo da Covid del 2020 e il rimbalzo del 2021.
◇ Punteggiato dal 2026: consenso di previsori esterni (sondaggi privati, economisti bancari, istituzioni ufficiali), aggiornamento marzo–maggio 2026.

PIL reale, indice (2000 = 100)

PIL reale complessivo indicizzato al 2000 (non pro capite – Stati Uniti e Canada beneficiano anche della crescita demografica). Si noti come l’Italia perda terreno già prima del 2008 e la Germania ristagni dal 2019. Proiezione FMI (tratteggiata) dal 2026.
Prezzi e mercato del lavoro

Inflazione (prezzi al consumo, % annua)

L’ondata inflazionistica del 2022 ha colpito tutti i paesi del G7 – più duramente il Regno Unito (9,1%) insieme a Germania e Italia (8,7% ciascuna), in misura assai più contenuta il Giappone.
◇ Punteggiato dal 2026: consenso di previsori esterni (sondaggi privati, economisti bancari, istituzioni ufficiali), aggiornamento marzo–maggio 2026.

Tasso di disoccupazione (%)

Disoccupati in percentuale delle forze di lavoro. Strutturalmente basso in Giappone, persistentemente elevato in Italia e Francia.
◇ Punteggiato dal 2026: consenso di previsori esterni (sondaggi privati, economisti bancari, istituzioni ufficiali), aggiornamento marzo–maggio 2026.
Finanze pubbliche

Debito pubblico lordo (% del PIL)

Debito lordo delle amministrazioni pubbliche. Il Giappone presenta di gran lunga il rapporto debito/PIL più elevato, la Germania nettamente il più basso. In termini lordi il Canada si colloca nella fascia medio-alta (il quadro netto è molto più favorevole).

Debito pubblico netto (% del PIL)

Debito lordo al netto delle attività finanziarie pubbliche. Il Canada appare molto più solido in termini netti perché i grandi fondi pensione pubblici (CPP/QPP) sono computati come attività.

Spesa per interessi dello Stato (% del PIL)

Interessi pagati sul debito pubblico. Dalla svolta dei tassi del 2022 l’onere è cresciuto in modo più marcato negli Stati Uniti e in Canada; l’Italia resta tra i paesi con la spesa per interessi più elevata, mentre la Germania paga meno di tutti. Dati fino al 2024 (FMI Fiscal Monitor).

Saldo di bilancio (% del PIL)

Disavanzo (−) o avanzo (+) delle amministrazioni pubbliche. Gli Stati Uniti continuano a registrare disavanzi elevati ben oltre il Covid.
Settore estero

Saldo delle partite correnti (% del PIL)

Un avanzo indica che l’economia incassa dall’estero – tra beni, servizi, redditi primari e trasferimenti correnti – più di quanto paghi. Germania e Giappone registrano da molti anni avanzi consistenti; Stati Uniti e Regno Unito disavanzi persistenti.
Fonte: Banca Mondiale, dati fino al 2024.

Settore estero in dettaglio:

Componenti selezionate delle partite correnti: saldi di beni e servizi a confronto con il saldo totale (2000–2024, % del PIL); il divario rispetto al totale riflette redditi primari e secondari. Germania e Italia poggiano sugli avanzi di beni; Regno Unito e Stati Uniti compensano in parte i disavanzi di beni con i servizi. Indipendente dal filtro paesi in alto.
Produttività e investimenti

Produttività: PIL per ora lavorata ($ PPA)

Prodotto per ora lavorata, corretto per il potere d’acquisto (dollari internazionali). Stati Uniti e Germania sostanzialmente appaiati in testa, Giappone nettamente indietro. Dati fino al 2023.

Tasso di investimento (% del PIL)

Investimenti fissi lordi in % del PIL – macchinari, costruzioni, software ecc. Il Giappone investe tradizionalmente di più, il Regno Unito di meno.
Demografia della popolazione in età lavorativa

Popolazione in età lavorativa (15–64 anni, % del totale)

La quota di popolazione in età lavorativa si riduce in tutti i paesi del G7 – in modo più drammatico in Giappone, più lentamente nel Regno Unito e negli Stati Uniti, con il Canada anch’esso relativamente stabile (immigrazione).

Indice di dipendenza degli anziani (65+ per 100 in età lavorativa)

Quanti anziani gravano teoricamente su 100 persone in età lavorativa? Il Giappone supera quota 50, seguito da Italia e Germania – un onere centrale per i sistemi pensionistici e sanitari.
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Dati economici del G7, prospettive congiunturali e contesto macro per la pianificazione aziendale e la tesoreria

Crescita economica, inflazione e tasso di disoccupazione dei paesi del G7 – Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Giappone – definiscono il quadro di riferimento per ogni previsione congiunturale e per la pianificazione di budget. Questa pagina documenta le previsioni del PIL per il 2026 e il 2027 tratte dal World Economic Outlook dell’FMI insieme alle stime di consenso di banche, istituti di ricerca e organismi ufficiali (tra cui Philadelphia Fed SPF, HM Treasury, Gemeinschaftsdiagnose tedesca, Commissione europea e JCER), oltre alle serie storiche dal 2000: crescita del PIL reale, dinamica dell’inflazione, dati sul mercato del lavoro e confronto economico tra le principali economie avanzate – un punto di partenza per outlook economico, pianificazione delle vendite e analisi di scenario.

Per le decisioni di finanziamento e di tesoreria, gli altri indicatori forniscono il contesto macroeconomico: debito pubblico e disavanzi di bilancio, spesa per interessi degli Stati, partite correnti con i saldi di beni e servizi, tasso di investimento, produttività (PIL per ora lavorata) e demografia della popolazione in età lavorativa. Questi driver macro influenzano tassi di interesse, rendimenti obbligazionari e tassi di cambio – EUR/USD, GBP, JPY e CAD – e con essi i costi di copertura e l’esposizione valutaria nella gestione del rischio di cambio (FX risk management). Fonti dei dati: FMI, Banca Mondiale, Our World in Data; aggiornamento giugno 2026.